ilBlog - zibaldone tra cultura, politica e versi sparsi
domenica 25 gennaio 2026
I servi meritano di essere umiliati
giovedì 9 ottobre 2025
Un grido senza voce
Con prudenza si può sperare che una più matura e partecipe coscienza e resistenza verso l'imbarbarimento politico-democratico - nazionale e internazionale - stiano facendosi strada.
L'adesione oceanica allo sciopero generale e alla manifestazione pro Gaza è apparsa, in verità, quanto mai insperata. Purtroppo, chi in Italia dovrebbe raccogliere e tradurre politicamente le istanze di quel popolo in marcia si rivela, da tempo, assolutamente inadeguato. È lapalissiano che non manchi un bacino elettorale a sinistra; ciò che manca, da troppi decenni, è una classe politica credibile che ne sia autentico interprete e megafono. Non basta, per i leader di partito, confondersi tra la folla del corteo per ergersi a suoi paladini. L'esercizio sterile della retorica incendiaria delle dichiarazioni pubbliche viene puntualmente tradito tra gli anfratti dei palazzacci romani del potere.
sabato 30 agosto 2025
Il buono, il brutto e Netanyahu
In un momento topico di "Il buono, il brutto, il cattivo" del 1966 di Sergio Leone, il protagonista dice una battuta che dischiude il meccanismo drammaturgico su cui poggia l'intera sceneggiatura del film: "Io dormirò tranquillo perchè so che il mio peggior nemico veglia su di me". Tale paradosso, che ha fatto la fortuna della pellicola, può essere usato per spiegare ciò che lo Stato d'Israele ha scientificamentee e abilmente perseguito in Palestina per decenni verso le istanze palestinesi più estremiste come Hamas.
I migliori alleati dei sionisti, nel loro scellerato progetto di ricreare la fantomatica Grande Israele, non sono gli Stati Uniti d'America, ma l'organizzazione politico-militare di Hamas stessa. Il terrorismo antagonista è da sempre la più efficace arma di propaganda dei governi per giustificare i propri piani abietti e indifendibili. Nell'annosa questione palestinese è ampiamente documento che Hamas è stato surrettiziamente fomentato e agevolato dagli stessi israeliani a svantaggio delle formazioni arabo-palestinesi più moderate. A esplicitare questo perverso disegno fu lo stesso Netanyahu alla Knesset nel 2019: "Chiunque voglia evitare la creazione dello stato di Palestina deve supportare Hamas, deve sostenere finanziariamente Hamas. Questo è quello che stiamo facendo, questo è parte della nostra strategia: finanziare Hamas affinchè non ci sia mai lo stato di Palestina".
venerdì 18 aprile 2025
La cambiale pagata
domenica 8 dicembre 2024
Caino e Abele
Ciò che si elude pilatamente è una riflessione seria e sincera sulle ragioni della violenza a buon mercato dei loro aguzzini, sulla banalizzazione del male che ormai abbiamo sdoganata. Forse perché le ragioni di tale deriva sono scomode da ammettere. Piuttosto, chi si azzarda in analisi sociologiche corre il rischio di essere additato di qualunquismo; chi cerca di capire è accusato di giustificazionismo.
lunedì 26 febbraio 2024
La Meloni e il coniglio
La manifestazione a Roma, promossa da De Luca con un manipolo di sindaci, non ha ricevuto udienza dal Governo, servendo fatalmente solo al teatrino delle parti. Ma chi governa ha il dovere di non sottrarsi allo scontro d'idee, pur se mosso strumentalmente. Alla Meloni si chiede: è la riforma dell'autonomia differenziata rilevante per il futuro dello Stato? è, inoltre, la Campania una Regione cardine per il traino del Mezzogiorno, e, dunque, del paese? Se la risposta è si, ebbene, non scappi dal confronto pubblico richiesto da De Luca a proposito. Il dibattito in Parlamento si è dimostrato quantomai inadeguato, in quanto i diversi partiti, al loro interno, hanno mostrato diverse posizioni in merito, trattandosi di questione non di appartenenza politica, ma territoriale. Dunque, per rivendicare le ragioni del Governo sul disegno di legge, è auspicabile un suo confronto diretto con i rappresentanti politici promotori del dissenso, De Luca in primis.
I cittadini hanno il diritto di assistere ad un dibattito serio su questo tema così determinante per il futuro del paese. Se si sottrae, vuol dire che la Meloni, di fronte al destino dell'unità d'Italia, che tanto dice di amare, scappa. Scappa di fronte alle proprie responsabilità esattamente come il suo Duce, travestito da coniglio per raggiungere la frontiera.
mercoledì 1 novembre 2023
Una spremuta d'arancia
venerdì 23 dicembre 2022
Matrimonio all'italiana
Il problema dell'Italia non è la destra, che ha divorato le menti e il cuore della maggioranza inerte del paese. La destra fa "la destra", attua meccanicamente ciò che ha in programma di fare (in modo militaresco), e ci riesce benissimo. Anche perché propagandare e mettere in pratica i disvalori di destra è molto più facile che seminare e fare fruttare i valori di sinistra: fare appello all'individualismo e alle insicurezze di una massa di individui è molto più semplice che far germogliare in essi il senso di comunità e la comprensione reciproci.
Il problema del nostro sventurato paese è, piuttosto, la sinistra, la sua colpevole sufficienza. Dalla morte di Berlinguer è iniziato il suo storico declino, come lo spegnersi di un faro della coscienza civile. Ma è dalla discesa in campo di Berlusconi del 1994 che la sinistra, invece di avere un sussulto, ha sventuratamente smarrito, e poi tradito, il senso della sua ragione d'essere: si è registrato un indietreggiamento graduale su tutti i fronti, una compromissione al ribasso che oggi è diventata corresponsabilità, complicità.
Un meccanismo perverso che Giorgio Gaber, nei suoi profetici monologhi, aveva ampiamente previsto: la dissoluzione in atto dell'individuo, dunque del popolo, quale pilastro della democrazia. Ciò che è più grottesco è che anche lui, scegliendo per moglie una donna forzista, avrà ceduto al compromesso, contrabbandando la parte più ideale di sé al demone affascinante della destra, sentenziando l'ineluttabilità e l'irreversibilità della degenerazione in corso.
sabato 5 marzo 2022
L'Europa ha un solo grande futuro, dietro di sé.
Stupiti, scopriamo in questi giorni che Putin è un pazzo sanguinario. Tutto giusto, quindi inutile ripetere ciò che è di dominio pubblico su di lui e la sua criminale invasione ucraina. Ma, di quanto la NATO - cioè gli americani - sia corresponsabile di questa guerra annunciata, pochi, nelle testate occidentali, parlano, e quei pochi che lo fanno vengono additati di lesa maestà.
Gli USA provocano consapevolmente e sistematicamente la Russia dalla fine della seconda guerra mondiale, polarizzando il quadro internazionale e schiacciando l'Europa in una morsa, avvantaggiandosene politicamente ed economicamente. A confermarlo ci sono le parole dell'attuale Presidente degli Stati Uniti Biden che, riguardo all'incauto allargamento ad est della Nato, disse nel 1997: "Io penso in primo luogo che l'ammissione a breve termine nella NATO degli Stati Baltici provocherebbe delle conseguenze negative nei rapporti NATO e Russia, tra USA e Russia. Se mai esistesse una circostanza capace di far propendere verso una reazione vigorosa e ostile la Russia, sarebbe proprio questo".
Per queste ragione gli Stati europei dovrebbero, con un colpo d'ala, sciogliere la santa alleanza con gli americani, uscire dalla NATO e federarsi - finalmente - negli Stati Uniti Europei, dichiarandosi neutrali. Il Patto Atlantico è un abbraccio mortale che avvantaggia solo gli Stati Uniti d'America, ergendoli a guida dell'Occidente. Ma questa autorevolezza sugli altri Stati è arbitraria, uno status ereditato come bottino di guerra dalla fine del secondo conflitto mondiale e esercitato con protervia nei decenni a seguire.
mercoledì 13 gennaio 2021
La mossa del cavallo
venerdì 25 settembre 2020
Democrazia diretta un cazzo
Il Movimento Cinque Stelle ha un merito innegabile: quello di aver incanalato l'avversione legittima degli italiani verso la politica in una forma democraticamente sostenibile in un periodo di forte crisi della rappresentanza da parte dei due storici schieramenti parlamentari. Quel Movimento immaturo, nato da una protesta più che da una proposta, ha avuto vita facile nel corpo vivo di un paese agonizzante. Oggi che tale soggetto politico è divenuto protagonista della vita pubblica del paese, il pressappochismo, le fastidiose note di qualunquismo e le ingenuità, inevitabili in un Movimento sorto dal nulla come quello, ne minacciano il futuro. I numeri impietosi delle elezioni amministrative sono solo l'ultimo campanello d'allarme di un Movimento che non è capace di sopravvivere a se stesso.
Il nervosismo che traspare dalle dichiarazioni post voto delle "diverse anime" che lo compongono tradisce, ancora una volta, una reazione epidermica e istintiva e una mancanza di quella re-visione profonda che, potenzialmente, il Movimento incarnava al suo nascere. Tra le tante incaute dichiarazioni, quelle che fanno più rumore sono sicuramente quelle del fondatore del Movimento. Nel commentare la disfatta elettorale, Beppe Grillo ha riesumato un vecchio mantra del Movimento, forse il più emblematico di tutti, cioè di non credere nella democrazia rappresentativa, ma nella democrazia diretta. La coerenza non c'entra in questo caso, c'entra più l'inettitudine all'autocritica, come colui che perdendo al gioco rovescia il banco asserendo che questo fosse truccato. Un cambio di paradigma legislativo come quello auspicato dal garante Cinque Stelle non è deleterio in sé, ma andrebbe fatto a valle di un trentennale processo di investimenti nella scuola, nella cultura, e nella ricerca. Alla luce della situazione dell'Italia di oggi, culturalmente devastata da decenni di governi di una destra populista e di una sinistra smemorata, "l'uno vale uno" su cui si fonda l'idea di democrazia diretta sponsorizzata da Grillo è pura demagogia autolesionista. Avrebbe senso in un paese serio, che investe regolarmente percentuali consistenti del proprio PIL sulla crescita culturale dei propri cittadini. Purtroppo i dati statistici europei al riguardo ci vedono ormai cronicamente in fondo alla classifica, conseguenza per cui siamo di gran lunga il paese con la popolazione più stupida d'Europa. Tutte le rilevazioni sull'analfabetismo funzionale nei paesi occidentali degli ultimi anni vedono l'Italia tristemente in cima alle classifiche. La riprova è il consenso smisurato di cui gode la propaganda leghista, che si giova meschinamente dell'ignoranza che ammorba l'italiano medio.
giovedì 14 maggio 2020
Aisha Romano
domenica 26 gennaio 2020
Citofoni d'Italia
sabato 24 agosto 2019
Capitano di fregatura
venerdì 2 novembre 2018
Bob Kennedy odiava il Drive In
domenica 8 luglio 2018
I pop-corn e la democrazia rappresentativa
Il tema è come un Partito moderno “Democratico” affronta la
crisi attuale della politica rappresentativa. Il M5S si è defilato, rigettando
aprioristicamente la politica rappresentativa – affidandosi al movimentismo “dal
basso” -, la Lega di Salvini segue una linea (deriva) plebiscitaria – seguendo il berlusconismo.
Crisi della democrazia rappresentativa che nasce dall’abbattersi nel dibattito politico della comunicazione social; comunicazione che, naturalmente ed
inevitabilmente, favorisce il linguaggio ed i contenuti propri dei populismi
(nelle sue diverse accezioni, si vedano M5S e Lega). domenica 15 aprile 2018
Le barbare necessità
In verità la libertà e la felicità altrui non hanno mai armato alcun esercito, ma ben altri interessi. Inoltre, gli interventi in Iraq ed in Libia non hanno pacificato affatto quei paesi. Un bambino sotto i cieli della Siria non si chiede che nazionalità abbiano quelle bombe, ma se qualcuno risparmi lui e la sua famiglia.













