domenica 25 gennaio 2026

I servi meritano di essere umiliati

L'attuale bullismo statunitense è il fallo di reazione di un bieco gigante che sente di aver perso il predominio. Una reazione scomposta tipica della profonda ignoranza, la quale genera la cieca violenza. Un paese fuorilegge rimasto al far west, ovvero alla prepotenza di una propria fantomatica epopea in cui gli altri sono solo epigoni e il mondo è una personale frontiera di conquista. 
Ma peggio del pistolero è sempre il suo gregario, squallida comparsa a cui vanno gli avanzi del bottino. E quelli siamo noi, ingaggiati per quattro denari. Adesso che il capo ci sputa addosso il suo disprezzo e ci rinfaccia la nostra inutilità ci ritiriamo smarriti come cani bastonati, attenti a non farci sparare addosso da entrambi i fronti, dal nemico e da quello che credevamo il nostro invincibile alleato. I servi meritano di essere umiliati. Abbiamo spalleggiato ogni nefandezza nel nome di un interesse superiore, valutando, meschinamente, non di stare nel giusto, ma con il più forte. 
Ad offendere la memoria dei nostri soldati morti nei teatri di guerra in medioriente non sono gli Stati Uniti, ma noi, con la nostra cattiva coscienza, per averli coinvolti in conflitti che sapevamo sbagliati.

giovedì 9 ottobre 2025

Un grido senza voce

 


Con prudenza si può sperare che una più matura e partecipe coscienza e resistenza verso l'imbarbarimento politico-democratico - nazionale e internazionale -  stiano facendosi strada.

L'adesione oceanica allo sciopero generale e alla manifestazione pro Gaza è apparsa, in verità, quanto mai insperata. Purtroppo, chi in Italia dovrebbe raccogliere e tradurre politicamente le istanze di quel popolo in marcia si rivela, da tempo, assolutamente inadeguato. È lapalissiano che non manchi un bacino elettorale a sinistra; ciò che manca, da troppi decenni, è una classe politica credibile che ne sia autentico interprete e megafono. Non basta, per i leader di partito, confondersi tra la folla del corteo per ergersi a suoi paladini. L'esercizio sterile della retorica incendiaria delle dichiarazioni pubbliche viene puntualmente tradito tra gli anfratti dei palazzacci romani del potere. 

sabato 30 agosto 2025

Il buono, il brutto e Netanyahu

 

In un momento topico di "Il buono, il brutto, il cattivo" del 1966 di Sergio Leone, il protagonista dice una battuta che dischiude il meccanismo drammaturgico su cui poggia l'intera sceneggiatura del film: "Io dormirò tranquillo perchè so che il mio peggior nemico veglia su di me". Tale paradosso, che ha fatto la fortuna della pellicola, può essere usato per spiegare ciò che lo Stato d'Israele ha scientificamentee e abilmente perseguito in Palestina per decenni verso le istanze palestinesi più estremiste come Hamas.

I migliori alleati dei sionisti, nel loro scellerato progetto di ricreare la fantomatica Grande Israele, non sono gli Stati Uniti d'America, ma l'organizzazione politico-militare di Hamas stessa. Il terrorismo antagonista è da sempre la più efficace arma di propaganda dei governi per giustificare i propri piani abietti e indifendibili. Nell'annosa questione palestinese è ampiamente documento che Hamas è stato surrettiziamente fomentato e agevolato dagli stessi israeliani a svantaggio delle formazioni arabo-palestinesi più moderate. A esplicitare questo perverso disegno fu lo stesso Netanyahu alla Knesset nel 2019: "Chiunque voglia evitare la creazione dello stato di Palestina deve supportare Hamas, deve sostenere finanziariamente Hamas. Questo è quello che stiamo facendo, questo è parte della nostra strategia: finanziare Hamas affinchè non ci sia mai lo stato di Palestina".